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PostHeaderIcon Alpe di Vobbia



Chi viene dalla città e per la prima volta arriva ad Alpe ha un momento di sgomento: troppe le curve, troppi i buchi, troppo lunga la strada. Chiunque ci venga portato non capisce l’entusiasmo di quei villeggianti che d’estate, ma non solo, fanno chilometri per ritrovarsi in un paesino tra i monti.

Alpe oggi è un paesino tenuto in vita grazie alle tradizioni, ai valori ‘montanari’ dei figli, dei nipoti, dei bis nipoti  e oltre dei fondatori di Alpe ma anche da un’associazione l’ARCA che ha creduto in questo paese nonostante tutto e tutti nonostante le iniziali diffidenze.

L’ARCA rappresenta e contiene tutte le generazioni che hanno direttamente o indirettamente a che fare con quello che il paese è oggi. Sono quattro generazioni  come quattro sono le lettere che compongono il nome Alpe, sono quattro gruppi che hanno avuto, hanno e avranno  un ruolo fondamentale così come sono stati al centro dell’inaugurazione, lo scorso 15 agosto, del prato di Giggio, piazza ideale di questo paesino scrigno di saperi, tradizioni e ricordi.

 

A come la generazione che ha costruito Alpe, che ha costruito le case che ha coltivato i prati e ha dato inizio a tutto; L  come la generazione degli adulti che hanno trovato questo paese e hanno dato il via a questa realtà; P come la generazione che ha profondamente creduto nel progetto di un’associazione, in un presente tutti insieme, in un gruppo che ha realizzato un progetto considerato da tanti “da pazzi” e vivendo il paese a due mila all’ora; E come i bambini, il futuro del  paese perchè possano portare avanti il sogno  di quanti hanno creduto e credono nei valori di questo paese. L’Arca è prima di essere un’associazione un gruppo di amici amanti di Alpe che si sono organizzati in associazione per poter fare sempre di più per il paese. L’Arca è come un gran bazar, c’è il divertimento – tanto – c’è l’impegno per lasciare qualcosa di concreto un segno, un miglioramento per il paese. L’Arca organizza durante quasi tutto l’anno iniziative ed eventi il cui scopo è raccogliere i fondi necessari per un sogno, ossia creare una zona attrezzata nella parte alta del paese che possa rappresentare un’ideale piazza, punto di aggregazione è ‘il prato di Giggio’ che prende il nome da uno dei suoi più conosciuti abitanti che purtroppo non c’è più, ma che ha creduto da subito così tanto in questo progetto, da regalare questo terreno all’associazione. Magliette, felpe, borse, zainetti tutti con la scritta Alpe e realizzati, come i veri capi di alta moda, in modo particolare in ogni stagione sono stati solo l’inizio un po’ divertente e spensierato per raccogliere i soldi, poi ci sono state le torte, i panini con la salsiccia,le frittelle, il torneo di gariccio….per citarne solo alcune, ma oltre alle iniziative goliardiche c’è anche l’impegno fisico degli uomini nella pulizia dei sentieri e che frutta all’associazione un piccolo gruzzoletto. L’Arca è soprattutto un gruppo di amici accumunati dalla passione per un paese incastrato tra le montagne. Entro qualche mese il parco dell’antola fornirà, in accordo con il comune di Vobbia, tavoli e panche per ‘il prato di giggio’ e la zona verrà inserita nella nuova cartografia affinchè entri a far parte della rete sentierestica del Parco come collegamento tra Alpe e il sentiero Crocefieschi-Incisa-antola. Appuntamento quindi  ad Alpe per scoprire un paesino che è riuscito a mantenere vivi i rapporti di solidarietà e amicizia tipici di questi posti alcuni decenni fa, dove per forza di causa maggiore bisognava darsi una mano l’un altro, ma che oggi è sempre più difficile…e scusate se è poco! La verità è che poi queste persone quando vanno via lo fanno dicendo arrivederci e non addio. Quelle stradine in mezzo alle case, abitazioni una vicino all’altra, quelle vecchie, antiche ancora magari con delle tende alla finestra vicino a quelle ristrutturate, l’azzurro intenso del cielo che si unisce con il verde degli alberi, le Alpi che si mostrano di tanto in tanto nelle giornate limpide vestite di bianco, il mare che fa capolino dai punti più alti del paese, le stelle nella notte che sembrano così vicine da toccarle tutto questo  ricorda che si è in un angolo di mondo visivamente vicino ma lontano anni luce dagli stress quotidiani che ognuno  di noi conosce. Come qualsiasi pietra preziosa, prima della lavorazione, all’apparenza questo paesino ai piedi del monte Antola, ha poco appeal, non si fa conoscere subito, guarda tutti con diffidenza, sospetto e così fanno  i suoi abitanti ma è solo un’impressione solo un normale, giusto – si dice in paese - ‘sospetto’ verso i cosiddetti foresti .

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 30 Novembre 2009 17:20 )